Le libere improvvisazioni La regola e l’eccezione dai percorsi musicali ai percorsi di cura
a cura di: Mario Degli Stefani, Manuela Guadagnini, Alberto Schön
Alla stessa stregua della musica, lo studio della psicopatologia clinica assume il carattere della disciplina.
Si affrontano contenuti razionali ed emotivi intrecciati in dimensioni articolate e in stretta relazione con
l’operatività quotidiana: la musica nell’espressione di armonici elementi affettivo-emotivi, la psicopatologia
clinica nell’incontro relazionale rivolto alla cura. Attività complesse, integranti aree mentali diverse, dalla
sfera cognitivo-razionale a quella affettivo-emotiva. Facile la sensazione di smarrimento, da cui la tentazione
di regole rassicuranti e inderogabili. “D’altro canto” per mantenere la giusta rotta appare fondamentale la
presenza di punti di riferimento stabili e sicuri, specie a chi intenda affrontare navigazioni in acque poco
conosciute e voglia garantirsi anche il viaggio di ritorno. Una regola in funzione di un viaggio dinamico
quindi, e non “vincolante sintesi stanziale”, del rigore “evidence based” o di talune “fedelissime esecuzioni
musicali”, per un caleidoscopico incontro artistico, o terapeutico, dove la opportunità della capacità
improvvisativa favorisca l’espressione e la rielaborazione anche dai territori più inaccessibili. Il tutto in un
atteggiamento scientifico di sperimentazione, verifica e misurabilità.
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