Congressi PSIVE

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Strategie innovative di intervento psicosociale nel territorio: evidenze, esperienze e prospettive per il Veneto

La riabilitazione psicosociale è un elemento cruciale nell’assistenza alle persone con disturbi mentali gravi, per ridurre non solo l’impatto dei sintomi sul funzionamento sociale, ma anche per migliorare la qualità della vita, favorire il recupero delle capacità personali e relazionali e promuovere una piena inclusione. Il territorio rappresenta il contesto ideale per la realizzazione di interventi psicosociali, dove è possibile promuovere percorsi di empowerment, autonomia e inclusione. Il Congresso 2025 della Sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria si propone di approfondire questi temi attraverso l’analisi delle evidenze scientifi che più recenti, il confronto con esperienze nazionali e internazionali e la discussione sulle prospettive future per la salute mentale nel territorio veneto. L’obiettivo è delineare strategie riabilitative e terapeutiche innovative che favoriscano l’inclusione sociale, promuovano una rete di servizi integrata e accessibile, e valorizzino le potenzialità del territorio come luogo ideale per interventi psicosociali.

Connessioni e disconnessioni in salute mentale. Bisogni emergenti e risposte complesse: innovazione e coerenza nell’organizzazione dei servizi

Il Congresso congiunto della Sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE), della Sezione Triveneta di SINPIA e di CoVeSerD si propone di esaminare l’integrazione tra i servizi deputati al trattamento di “quadri di confine” che necessitano di percorsi trasversali a causa di comorbilità o traiettorie evolutive psicopatologiche. L’obiettivo è sviluppare una riflessione basata sulle evidenze scientifiche disponibili e ipotizzare soluzioni organizzative condivise, concentrando l’attenzione sulle connessioni tra DSM, Neuropsichiatria Infantile e Dipartimento per le Dipendenze.

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

Il sistema dei servizi della salute mentale sta attraversando un periodo di profonda crisi, che impone la necessità di un ripensamento complessivo del sistema di assistenza. Tale ripensamento dovrebbe porre al centro del dibattito il tema del capitale umano e, più specificamente, ruolo e competenze degli operatori. Ruolo e competenze del personale devono essere coerenti con le complessità del sistema, la multidisciplinarietà del lavoro di equipe e i bisogni emergenti, all’interno di una cornice che veda la salute mentale di comunità quale principio ispiratore di fondo

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

Le ripercussioni sociali della pandemia Covid-19 hanno avuto un impatto rilevante sulla popolazione giovanile. Gli adolescenti e i giovani adulti, che non sono riusciti a vivere appieno gli impegni scolastici e sportivi, le relazioni coi coetanei e le prime esperienze sentimentali, rappresentano la fascia di popolazione più seriamente colpita dagli effetti psicologici della pandemia. La stessa didattica a distanza ha finito per penalizzare i ragazzi più fragili, con possibile abbandono scolastico, mancato raggiungimento degli obiettivi di studio e lavorativi e maggiore probabilità di sviluppare depressione ed altri disturbi emotivi. È significativo anche l’aumento di incidenza di condotte aggressive ed autolesionistiche, abuso di sostanze, cyberbullismo e disturbi del comportamento alimentare. Tali quadri psicopatologici si aggiungono a loro volta a tutte quelle nuove forme di richiesta di aiuto che già da qualche tempo gravano sui servizi di salute mentale, quali ADHD, disturbi dello spettro autistico, altre forme di ritiro sociale, disturbi da uso di ‘smart drugs’ e nuove tipologie di addiction comportamentale. Molto spesso questi quadri sono mutevoli e si manifestano come dimensioni psicopatologiche coesistenti piuttosto che come categorie ben definite. Alla luce di questo mutato scenario, i professionisti della salute mentale si trovano nella necessità di dover adottare strumenti utili a garantire una risposta efficace e articolata a queste variegate forme di disagio psichico. Tali nuove configurazioni psicopatologiche richiedono l’adozione di strumenti di assessment e di intervento adeguati ed aggiornati. Inoltre, è determinante che i Servizi dedicati, per poter dare risposte complesse al malessere dei giovani, si orientino verso un’efficace integrazione e collaborazione con l’ambito scolastico, l’assistenza di base, ed altre agenzie, istituzionali e non, del contesto sociale. Questo processo non può prescindere da un approfondimento di queste entità psicopatologiche e da una riflessione sulle correlazioni tra la clinica e l’organizzazione dei servizi nella fase di grave crisi di sistema che attualmente la salute mentale sta attraversando.

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

Da oltre un anno la gestione della pandemia COVID-19 si è imposta quale priorità collettiva sul piano sanitario, sociale ed economico, ma anche dell'esperienza soggettiva del singolo che si è ritrovato a vivere in un mondo bruscamente modificato dalla presenza del virus. La fase iniziale di shock e sgomento ha riportato alla luce paure ed interrogativi forse troppo presto dimenticati. Poi la crisi ha preso una forma più articolata ed ha indotto importanti cambiamenti nella vita ordinaria delle persone. Tali cambiamenti hanno fatto emergere problemi e fragilità da tempo già presenti nei sistemi di cura. La ricerca scientifica e le risorse finanziarie sono state fortemente orientate a trovare risposte efficaci al controllo della pandemia, ma ad oggi risulta evidente come il contagio sia solo uno dei problemi legati all'emergenza sanitaria. La Sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE) nel suo congresso annuale 2021 intende interrogarsi non solo sull’impatto che la pandemia ha avuto sulla nostra disciplina, ma soprattutto su quali siano le priorità e le necessità relative alla salute mentale che si stanno delineando. La Psichiatria, i servizi e gli operatori della salute mentale hanno ora la necessità di trovare una "cura" a quanto è avvenuto e di comprendere con quali idee ripartire, come fare salute mentale ora e nel futuro alla luce di ciò che abbiamo imparato. E, soprattutto, di comprendere cosa è cambiato nelle conoscenze della nostra disciplina, anche grazie alla necessità di doversi aprire a visioni diverse da quella più strettamente sanitaria e confrontare con linguaggi che attingono ad altri ambiti del sapere.

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

L’urgenza psichiatrica (situazione acuta e grave in cui è necessario prendere una rapida decisione, adottando un intervento terapeutico tempestivo a causa della perentorietà della richiesta del paziente e della perdita di tolleranza da parte dell’ambiente) per sua stessa natura non è predeterminata, ma si costituisce come una necessità improvvisa e senza specificità di intervento a priori. Il primo contatto, soprattutto se avviene in condizioni di urgenza, deve essere immediatamente focalizzato sulla lettura del bisogno e basarsi su una ipotesi diagnostica; tale processo iniziale è decisivo, in quanto potrà determinare l’appropriatezza delle risposte, definire in modo coerente le necessità del paziente e condizionare la qualità del futuro percorso di cura. Il Congresso 2020 della Sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE) intende trattare il tema delle urgenze in Psichiatria (concetto che rimanda non esclusivamente alla psicopatologia di cui è portatore il paziente, ma anche a fattori di contesto, quali l’ambiente sociale, la famiglia, il rapporto con i curanti, il grado di tolleranza di chi ha con lui una relazione stretta) con l’obiettivo di dipanare i nodi irrisolti che pazienti, famiglie e professionisti sanitari sono chiamati ad affrontare.

La trattazione del tema verrà declinata attraverso la valorizzazione di tre prospettive fra loro complementari:

  • 1) una lettura delle emergenze psichiatriche all’interno di un sistema sanitario regionale in profonda evoluzione, che richiede la necessità di rafforzare i principi di fondo del modello di psichiatria di comunità, quali ad es. la continuità delle cure, l’accessibilità ai servizi, il contrasto di tutte le forme di discriminazione (compresa quella che porta ad assimilare ogni comportamento deviante ad una patologia);
  • 2) un’analisi di esperienze ed evidenze scientifiche che suggeriscono un modello funzionale per la gestione delle emergenze psichiatriche;
  • 3) un confronto fra i vari interlocutori del sistema socio-sanitario, che a vario titolo sono chiamati interpretare un ruolo nell’urgenza psichiatrica.

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

I cambiamenti che caratterizzano l’evoluzione della psichiatria e delle sue pratiche sono intrinsecamente connessi con gli aspetti trasformativi delle conoscenze, dei protagonisti del lavoro psichiatrico, del contesto sociale e culturale in cui si pone la salute mentale. L’atteggiamento di riflessione sulla identità che sottende questo postulato sta alla base della scelta da parte della PSIVE di queste tematiche per il Congresso 2019.

A 41 anni dalla Legge 180 non si tratta solo di interrogarsi sugli importanti cambiamenti nell’organizzazione dei servizi, ma anche sul ruolo che sono chiamate a giocare altre istituzioni, come ad esempio l’Università, e la stessa comunità in cui i servizi si trovano ad operare. A partire allora dall’identità culturale, professionale ed etica dello psichiatra, anche nel percorso della sua formazione, vengono proposte riflessioni sul compito che hanno le società scientifiche nel contesto della nuova normativa sulla responsabilità professionale (Legge 24/2017 Gelli- Bianco), che attribuisce loro il ruolo di definire comportamenti e linee guida per le buone pratiche cliniche. Fra queste si comprende anche la necessità di definire percorsi terapeutici sempre più vicini alle condizioni reali di vita delle persone, alle loro esigenze specifiche, in una visione globale attenta ai bisogni di chi soffre di un disturbo mentale.

Interventi tempestivi, individuazione delle vulnerabilità, utilizzo di strumenti validati sono le questioni che sviluppano e amplificano questa tematica. Il Congresso prevede poi due sessioni riservate al contributo dei soci, sotto forma di brevi interventi programmati, che promuovano attivamente il dibattito e il confronto fra gli psichiatri veneti.

Questo dibattito oggi è davvero necessario e costituisce, in sé, la vera autentica sfida fra una passivizzante attribuzione alla psichiatria di una conoscenza senza sapere, votata al controllo sociale, e un insieme di conoscenze e prassi che permettono agli psichiatri di restituire alla comunità interventi efficaci e pertinenti alla tutela della salute mentale.

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

Nel maggio di quest’anno cade il quarantennale dell’entrata in vigore della Legge n.180/78, che ha definitivamente posto fine all’esperienza manicomiale ed avviato un lungo e complesso processo di riforma dell’assistenza psichiatrica nel nostro Paese. Questa riforma aveva acceso sulla nascente psichiatria territoriale italiana i riflettori di tutta la comunità scientifica internazionale: l’assistenza alla salute mentale che discendeva dalla legge di riforma si poneva, infatti, come modello innovativo e altamente evoluto, il quale dimostrava che fare psichiatria senza manicomi, oltre ad essere eticamente necessario, era possibile ed anche vantaggioso in termini di esiti e risultati raggiunti

Il processo di implementazione della nuova legge non è stato tuttavia privo di difficoltà e ostacoli. E a distanza di quarant’anni è lecito chiedersi cosa di quella spinta etica e ideale permea ancora la prassi degli attuali servizi di salute mentale, stretti tra spinte innovative che provengono dal mondo della ricerca scientifica (e che faticano a diventare patrimonio operativo quotidiano) e limitazioni imposte dalle scelte dei decisori politici (spesso poco consapevoli della complessità del sistema e orientate in larga misura al contenimento della spesa). L’ambito nel quale il gioco dinamico tra queste istanze solo apparentemente irriducibili (afflato etico, approccio evidence-based e limitazioni di risorse) si manifesta in maniera paradigmatica è quello della riabilitazione psichiatrica. È proprio in questo ambito che diventa chiaro l’assunto già evidente quarant’anni fa, che cioè fare psichiatria di comunità in Italia – una psichiatria attenta ai bisogni delle persone, rispettosa dei loro diritti e pronta a cogliere le sollecitazoni che provengono dalle migliori esperienze ed evidenze, facendo uso oculato delle poche risorse disponibili – è occuparsi in definitiva della complessità.

Obiettivo del Congresso annuale 2018 della Sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE) è quello - all’interno della cornice generale delle celebrazioni del quarantennale della L.180/78 - di fare il punto su come i servizi filiati dalla riforma sono oggi in grado di affrontare la sfida della complessità proprio in un campo in cui spinte neocustodialistiche e regressive rischiano di riconsegnare ad un destino di cronicità i pazienti con i disturbi mentali più gravi.

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

Le innovazioni organizzative e i cambiamenti del contesto delle aziende socio sanitarie hanno un impatto molto significativo sulla operatività dei servizi di salute mentale.

Servizi e operatori si trovano a confrontarsi con l’emergenza di nuovi bisogni e di costanti ridefinizioni delle identità nosografiche e patogenetiche dei diversi quadri psicopatologici:
- La presenza di strumenti innovativi dal punto di vista farmacologico, per quel che riguarda in particolare i disturbi gravi come il trattamento a lungo termine della schizofrenia e del disturbo bipolare ma anche della depressione.
- La necessità di formare medici ed operatori ad un modo efficace ed efficiente, nel contesto di piani terapeutici individualizzati, all’uso di tutti gli strumenti e le metodologie terapeutico riabilitative.
- Il bisogno prioritario di una governance clinica di organizzazioni sempre più grandi e sempre più complesse. · Dover contestualizzare e attualizzare la cultura della propria identità personale.

Il congresso cerca di definire un percorso culturale e scientifico di queste necessità fornendo informazioni e approfondimenti in un contesto che propone importanti trasformazioni.

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

La Legge 180 ha costituito un decisivo avanzamento verso il riconoscimento dell’integrazione nella comunità delle persone con problemi di salute mentale, riconsegnando loro diritti di cittadinanza troppo a lungo negati, all’interno di una cornice assistenziale più umana ed efficace. Nello spirito della Legge, alle persone con problemi di salute mentale devono essere assicurati i diritti di tutti gli altri membri della comunità, anche indipendentemente dalla concreta possibilità di esercitarli. La particolare vulnerabilità di queste persone richiede, anzi, che sia rafforzato per essi il riconoscimento di tali diritti, che devono essere concretamente difesi e promossi anche attraverso l’adempimento di precisi doveri da parte di chi detiene la titolarità della cura.

La Legge di riforma ha portato ad una radicale modificazione del paradigma culturale del rapporto medico-paziente, con il progressivo superamento del tradizionale modello basato esclusivamente sul principio di beneficialità, per approdare (con non poche resistenze) a quello fondato prevalentemente sul principio di autonomia, che rivendica a sua volta il primato dell’autodeterminazione della persona. Questo rovesciamento di paradigma pone gli operatori della salute mentale di fronte a questioni di natura etica spesso di non facile soluzione (anche a fronte di disposizioni normative apparentemente precise), soprattutto in tema di consenso al trattamento e coazione della cura.

La pianificazione organizzativa di un sistema assistenziale più umano ed efficace, d’altro canto, non è questione meramente tecnica, ma gravida di scelte di valore che hanno significative implicazioni etiche, perché impattano sulla vita delle persone e sul modo con cui possono concretamente esercitare il proprio fondamentale diritto alla cura. Tali questioni organizzative chiamano direttamente in causa il problema dei finanziamenti, che in salute mentale rappresenta una questione particolarmente delicata, specie in quest’ultimo periodo di razionamento delle risorse e tagli spesso ingiustificati.

Anche il trattamento psicofarmacologico pone aspetti etici che necessitano di riflessione. La decisione dello psichiatra su quando e a chi prescrivere un determinato farmaco è generalmente basata sul bilancio rischi-benefici; ma tale decisione può di rado fondarsi su criteri scientifici netti e inequivocabili. I trattamenti psicofarmacologici, a fronte di un’efficacia RAZIONALE non sempre soddisfacente, manifestano spesso effetti collaterali invalidanti e presentano talvolta problemi di tossicità. D’altra parte, il timore dei pazienti di essere danneggiati, di assuefarsi e di perdere il controllo, alimentato dalla consapevolezza dei rischi legati all’uso degli psicofarmaci maturata dalla consultazione di libri e articoli (soprattutto sul web), rende lo scenario ancora più complesso.

La Legge 180 ha determinato anche un completo sovvertimento dell’etica del lavoro in psichiatria: laddove le consolidate prassi operative dell’istituzione asilare ponevano l’agire dei professionisti all’interno di un contesto rigido e sprofessionalizzante ma al contempo lineare e rassicurante, la nuova logica assistenziale ha improvvisamente aperto nuovi scenari di senso al lavoro del singolo professionista, ponendolo tuttavia di fronte ad inedite questioni di responsabilità. E tali questioni hanno finito fatalmente per interrogarlo sulla propria identità professionale, soprattutto in quest’epoca di profonde e rapide trasformazioni sociali e culturali.

Per tutte queste ragioni riteniamo che sviluppare una sensibilità etica sia questione fondamentale in salute mentale, affinchè i professionisiti siano sempre consapevoli della portata etica delle proprie scelte ed azioni e riescano a gestire in maniera eticamente fondata le problematiche con cui si confrontano nell’agire quotidiano. Riprendendo un percorso mirato ad approfondire le problematiche etiche in salute mentale che i DSM veneti avevano già avviato a partire dal 1999, questo Congresso ha l’obiettivo di discutere le declinazioni operative di aspetti eticamente sensibili dell’agire psichiatrico, ponendo specifica attenzione sulle quattro aree tematiche delineate sopra: 1) trattamenti senza consenso; 2) uso dei trattamenti psicofarmacologici; 3) allocazione delle risorse; 4) identità, responsabilità e consapevolezza degli operatori. Il Congresso si articolerà in quattro sessioni all’interno di ciascuna delle quali i temi in oggetto verranno dibattuti in contraddittorio da due relatori che si confronteranno da posizioni opposte (pro- and con- positions).

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

Le persone con disturbo mentale soffrono, oltre che del problema di cui sono affetti, anche (e forse in maggiore misura) delle conseguenze sociali che il disturbo psichico comporta - in termini di emarginazione, esclusione, diffidenza da parte degli altri. Si tratta a tutti gli effetti di una “seconda malattia” che va ad aggiungersi a quella di base e che di questa ne rappresenta una grave “complicanza”. Di questo parliamo, quando parliamo di “stigma” e discriminazione.
Stigma e discriminazione hanno conseguenze concrete sulla vita delle persone che soffrono di un disturbo mentale: rappresentano un ostacolo nel cercare e mantenere un lavoro e nel trovare casa, favoriscono l’abuso di alcool e di sostanze, incrementano la probabilità di andare incontro a depressione e suicidio; rappresentano, infine, una delle principali barriere al trattamento, rendendo più difficile per i pazienti chiedere aiuto e ricevere una terapia adeguata. Inoltre, nuove forme di discriminazione serpeggiano in una società che tende a farsi sempre più multietnica, portano a marginalizzare le persone che provengono da ambiti geografici e culturali lontani. Molto spesso un migrante colpito da un disturbo mentale corre il rischio di essere discriminato due volte, come migrante e come persona con problemi di salute mentale.
È lecito chiedersi allora se i nostri servizi socio-sanitari siano in grado di farsi carico di questo nuove e multiple forme di fragilità. I mezzi di comunicazione di massa possono fare tanto al riguardo, in positivo, ma anche purtroppo in negativo: brevi articoli di giornale (o servizi televisivi) scritti con superficialità e sensazionalismo possono vanificare anni di campagne anti-stigma.
Il problema della discriminazione nei confronti delle persone che soffrono di un disturbo mentale è una battaglia culturale e di civiltà che va affrontata da tutti e a diversi livelli. Se non sarà affrontata in maniera globale e coinvolgendo la società nel suo complesso, la battaglia per eliminare vecchie e nuove forme di discriminazione avrà poche possibilità di sortire alcun risultato concreto e duraturo.

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

La organizzazione della salute mentale nel Veneto appare strettamente orientata al modello di psichiatria di comunità, nata dal superamento di una psichiatria condizionata dal controllo sociale ed orientata invece alla cura ed alla risposta alla sofferenza.
Tale modello si deve ora confrontare con una serie di sollecitazioni proposte negli ultimi anni, di rilevante impatto sia sull’organizzazione che sulla cultura psichiatrica, imponendo una riflessione sulle criticità emergenti rispetto al mandato originale.
Di fatto le eventuali conseguenze penali dell’essere malato hanno posto problemi rilevanti circa le responsabilità giuridiche non solo dei pazienti, ma anche dei curanti, creando un terreno poco esplorato dove la assunzione di responsabilità per quanto attiene la gestione dei percorsi di presa in carico finisce per sconfinare nelle responsabilità relativamente a comportamenti antisociali dei pazienti.
Inoltre il percorso legislativo, avviato negli ultimi 5 anni ed in stato avanzato di concretizzazione, finalizzato alla chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, se da una parte comporta il necessario completamento della riforma psichiatrica, dall’altro pone una serie di problemi dove si incontrano aspetti clinici, aspetti giuridicoformali e tecnico-organizzativi legati al tema della pericolosità sociale.
Il Congresso si articola in tre sessioni che vanno dall’analisi del problema ai luoghi del problema fino agli attori coinvolti nella sua gestione approfondendo i temi proposti mediante una visione necessariamente multiprofessionale.

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

La salute mentale nel Veneto ha visto il farsi evidente di taluni bisogni e l'emergerne di nuovi. Ad essi si lega una aumentata richiesta ai Servizi e di Servizi, riproponendo con forza il tema della presenza della psichiatria all'interno dell'ospedale generale e della sua posizione nel territorio.
Da qui l'esigenza di interrogarsi sulla propria identità, e di delineare un modello sempre più definito e condiviso di Dipartimento di Salute Mentale, che sia in grado di confrontarsi con le sfide che la psichiatria moderna pone.
Il Congresso Psive 2012 offre l'opportunità di affrontare un percorso di approfondimento culturale e scientifico, con il contributo di illustri esponenti del panorama clinico ed accademico nazionale.

Congresso annuale della sezione Veneta della Società Italiana di Psichiatria (PSIVE)

Il Convegno oltre a rappresentare il consueto appuntamento annuale per i Soci della PSIVE, costituisce anche la presentazione della Società di Psichiatria e Filosofia, recentemente fondata. La finalità è di mettere in luce la necessità di un atteggiamento di critica e riflessione che consenta di rimettere costruttivamente in discussione numerosi concetti che sono alla base dei saperi e delle pratiche psichiatriche. In particolare appare essenziale ridefinire i punti cruciali del rapporto fra l'universo del mentale e quello delle neuroscienze, trovando nel mind-body problem nuovi elementi che permettano alla psichiatria e alla psicologia attuale di superare le dicotomie e le paralisi concettuali che caratterizzano l'attuale periodo. A questo scopo si è chiesto il contributo concettuale di alcuni fra i più importanti riferimenti mondiali in questi ambiti, in un confronto che permetta quei chiarimenti e quelle riflessioni che sole permettono una piena consapevolezza dei vari strumenti che si utilizzano nella pratica quotidiana, rifiutando la povertà delle consuetudini e di una certa pragmatica operativa. Rappresenta quindi un importante momento di riflessione sulle basi e la natura del p roprio operare, che riguarda tutte le varie professionalità che operano attualmente nell'ambito della salute mentale. La segreteria scientifica

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